Una nuova stanza per l’arte: Sotto la lingua nessun segreto

STUDIO CORALLA MAIURI

vicolo del Piombo 17b | Roma

Martedi 17 dicembre, a pochi passi da Piazza Venezia ha aperto al pubblico un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: si tratta di Una stanza per l’arte, lo Studio Coralla Maiuri. L’inaugurazione è stata occasione d’incontro tra la sua arte e la musica grazie ad un intervento sonoro di Riccardo Giagni.

Appena varcata la soglia d’ingresso, in una parete a sinistra una videoproiezione ha attirato la nostra attenzione: “Sotto la lingua nessun segreto – sulla bocca il bacio bianco – nel cuore il vostro odore figli miei amati”, queste le frasi che scorrevano sul video, precedute da una ripresa quasi monocromatica di alcuni rami innevati. Parole enigmatiche che suggeriscono la natura dell’incontro che ci apprestiamo a compiere. Infatti, una scala ci guida verso una stanza sotterranea… e, come dopo un lungo viaggio, ci ritroviamo in un luogo dall’atmosfera accogliente: il pavimento di legno dipinto di giallo è ricoperto da foglie secche, un pentolone diffonde odori e sapori scaldando ulteriormente l’ambiente. Alle pareti tanti piccoli disegni di agnelli, e in un antro seminascosto una sedia con delle uova e una scultura a forma di testa di capra, conferiscono allo spazio un’aura quasi religiosa di rinascita. Tutto intorno alla stanza, si trovano delle panche di legno gialle, al centro un tavolo tondo colmo di ciotole bianche.

Cosa fare in questo periodo di malinconia collettiva, per reagire e non deprimersi? L’artista Coralla Maiuri sembra proprio voler rispondere a tali domande con questo evento: dunque la ricetta è circondarsi di amici ed estranei per condividere insieme nuove esperienze di connubio artistiche. E per accontentare i gusti di tutti gli ospiti, cosa offrirgli da bere? L’opera offerta a tutti i fruitori è stato un consommé appositamente realizzato dall’artista, ovvero un brodo fatto con elementi che spaziano per longitudine e latitudine: Vongole, Gallina, Pancetta, Piccione, Barbabietola, Muscolo, Scampi, Carota, Sedano, Chiodi di garofano, Ginocchio, Cipolla,  Alloro, Vino, Cardamomo, Pepe, Cannella, Ginger, Pomodoro, Lemongrass.

E’ nella mia natura dedicarmi a tante cose diverse e farle tutte e assieme. Conosco lo spavento e la malinconia, per questo con il mio lavoro cerco di pacificarmi, anche produrre slittamenti mediante una memoria fertile di alcune intuizioni che oltrepassano il quotidiano. Nelle case che abito e nelle mostre che ho fatto, spesso si avverte un sottile odore di campagna, perché paesaggio depositato nel fondo. L’ambiente in cui si vive emana sempre un senso delle proprie forme, una conseguente inquieta serenità per cui si può anche viaggiare da fermo. Da questo: creo ambienti volutamente “domestici”, riconoscibili ed anche estranei, dove nell’aria c’è odore di legna che arde. Un ambiente indeciso a tutto. Volutamente.” Così Coralla Maiuri descrive se stessa e il proprio percorso di ricerca artistica. Coralla Maiuri è nata a Città del Messico, la madre era l’attrice italiana di cinema Irasema Warschalowska in arte Irasema Dilian (n.1924, m.1996) e dello sceneggiatore e scrittore italiano Arduino (conosciuto anche come Dino) Maiuri o Majuri (n.1916, m.1984). Tra i film della Dilian ricordiamo Cime tempestose di Luis Buñuel (1954).

In questa stanza, partendo da se stessa, vorrà mostrare d’ora in poi il lavoro di artisti a lei vicini per sensibilità, accogliendo di volta in volta i vari linguaggi da lei stessa percorsi: musica, design, video, danza.

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