Un viaggio nello spazio tra realtà e illusione insieme ad Alis/Filliol

Il 16 marzo presso lo spazio romano dell’Ex Elettrofonica abbiamo conversato con il duo Alis/Filliol durante il vernissage della prima mostra del progetto SPACES | NO SPACES ideato dalla curatrice indipendente Benedetta Carpi De Resmini. Le loro opere scultoree per l’occasione vengono ad “alienarsi” in un antro periferico, lasciando spazio ad un più sotteso video dialogo tra spazi reali e illusivi, trascinandoci in un luogo fantastico doppiamente al di là dei confini.

Alis/Filliol (Davide Gennarino e Andrea Respino) creano sculture, video e azioni anche in collaborazione con altri artisti. Combinando materiali artificiali e naturali in un processo di costruzione e decostruzione, portano alla luce suggestive forme scultoree pressochè scavate nel vuoto (per saperne di più).

Il progetto della mostra “SPACES | NON SPACES #1 Alis/Filliol – Grand Trou” si basa sull’idea di “non-luogo” (dell’etnologo e antropologo francese Marc Augè) in cui perdersi ma anche ritrovarsi, condividere esperienze e dunque crescere.

“Grand Trou” (anagramma di “Grand Tour”, celebre viaggio intrapreso a partire dalla fine del XVI secolo da giovani aristocratici desiderosi di apprendere la storia attraverso l’arte antica specialmente romana) racconta un percorso tra le forme di un territorio, metafora della scultura intesa come “fare spazio” dal filosofo tedesco Martin Heidegger.

Ex Elettrofonica dal 2009 è trasformata in Galleria dagli architetti Federico Bistolfi e Alessandra Belia (collaboratori dell’archistar Zaha Hadid, allora già vincitrice del progetto per il MAXXI).

Film consigliato “2001: odissea nello spazio” di Stanley Kubrick (1968).

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