STREET VIEW. Uno sguardo di strada per una valorizzazione del territorio maceratese.

Inaugurato nel 2012, l’evento Street View, organizzato dallo street artist Gore e dall’Associazione Ciclo Stile, nonchè patrocinato dal Comune di Macerata, ha mobilitato circa sessanta dei migliori writer della Marche, con special guest la EAD Crew, per restaurare in modo contemporaneo i muri dei Giardini Diaz.

Come ben si sa la Street Art è per eccellenza l’espressione artistica che più si discosta dai luoghi deputati, rivelandosi inaspettatamente in una via, in una piazza, sulla facciata di un edificio.

Il perchè di questo modus operandi è semplice ma, allo stesso tempo, raccoglie tutte le problematiche relative al contesto artistico contemporaneo: avvicinare empaticamente e raccogliere un pubblico sempre più eterogeneo e nuovo, magari estraneo all’arte contemporanea, e perchè no, rivalutare il territorio cittadino.

È questo il caso di Street View e del Comune di Macerata, che ha messo a disposizione dell’originale idea di un nativo e talentuoso street artist lo spazio pubblico delle mitiche “rovine” dei Giardini Diaz, luogo di passaggio e di incontro di molti giovani e adulti della città.
Ecco dunque apparire graffiti dai colori sgargianti, volti umani realizzati con una tecnica da far quasi invidia ai pittori rinascimentali, ritratti dei personaggi fantascientifici o dei cartoni “disneyani”, opere dai rimandi politici e di forte denuncia sociale, tutti firmati dalle creative mani di 60 writer marchigiani, tra cui lo stesso Gore, il giovane e promettente Tunus, e come special guest la EAD Crew.

L’arte contemporanea troppo spesso viene considerata dai non addetti ai lavori priva di tecnica, di sofisticata bellezza (diversamente dalla pittura classica o moderna), incomprensibile, un qualcosa di astruso che “chiunque potrebbe realizzare”.
Nel caso della Street Art, un’insignificante “imbratta-muri”.
Al contrario, la sua forte necessità di comunicazione, la rende accessibile a tutti proprio in quanto tratta della realtà quotidiana che ci circonda.

Dunque una notevole mission nella quale il Comune maceratese ha investito e fortemente creduto, concedendo uno spazio pubblico al valido progetto dell’artista Gore, che lo ha curato alla perfezione.
Si tratta di un vero e proprio recupero di una zona non curata di Macerata per una profonda ed importante rivalutazione del suo territorio a livello storico e turistico. Il tutto, investendo in cultura.

I Giardini Diaz, nati nel 1897, sono la più importante area verde della città. Nel 1998, dopo un suo lungo restauro, sono state create le “Rovine”, così chiamate dai giovani maceratesi, un luogo di ritrovo e di incontro per i cittadini di tutte le età, ma anche di cultura, date le molte occasioni in cui vi sono stati organizzati eventi musicali, artistici e teatrali.
Un sito di grande importanza, che proprio attraverso il forte apporto creativo di Street View, ha saputo rafforzare la sua valenza e funzione sociale, coniugando il rigore progettuale e geometrico della piazza-giardino alla fantasia e all’estro artistico dei murales.
Arte e architettura, quindi, per una ridefinizione dello spazio pubblico e del contesto culturale contemporaneo, alla continua ricerca di una maggiore partecipazione di un pubblico diversificato che ne arricchisca le sue possibilità.

Un’eccellente esempio di come gli enti comunali, provinciali e regionali dovrebbero credere ed investire in cultura e nelle idee di giovani e competenti lavoratori dell’arte.

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