Ricordi in 3 D. Racconti di una memoria condivisa.

 

Martin Honert
Kinderkreuzzug
A cura di Udo Kittelmann e Gabriele Knapstein
7 Ottobre – 7 Aprile 2013
Hamburger Bahnhof Museum für Gegenwart
Berlino

 

Restano ancora pochi giorni per visitare la mostra di Martin Honert presso la suggestiva cornice dell’ex stazione ferroviaria berlinese, ora museo di arte contemporanea Hamburger Bahnhof – Museum für Gegenwart di Berlino. L’esposizione dell’artista tedesco, di grande importanza a livello internazionale è curata da Udo Kittelmann e Gabriele Knapstein e sarà visibile fino al 7 Aprile 2013.

Feuer, 1992-1

 

Martin Honert da sempre lavora sul tema del ricordo, immortalando e ancor di più ricostruendo tridimensionalmente episodi significativi della sua infanzia. Il titolo stesso dell’esposizione, tratto da un’opera del 1985-7, Kinderkreuzzug – Bambini crociati – fa riferimento al caso dei giovani crociati francesi e tedeschi mandati in terrasanta durante l’ultima crociata. Un episodio che ha colpito l’artista e, come menziona nel catalogo, ha immaginato davanti ai suoi occhi subito dopo averlo sentito raccontare in classe dalla sua insegnante. Honert decide così di ricreare quella visione per poter rivivere l’intensità di quel ricordo attraverso la rappresentazione, rendendo partecipi tutti del suo pensiero e del suo vissuto.

L’artista tedesco, nato nel 1953 nella Germania ovest, sceglie per la sua “rimessa in scena di ricordi“, oggetti facenti parte dell’esperienza e dell’immaginario collettivo della suaFoto. 1993-1 generazione, quella degli anni 50 e 60 del secolo scorso. Ne sono esempio i simboli blu delle onde, Frei – Fahrten – und Jugendschwimm – abzeichen del 1986, in essi sono racchiuse reminiscenze degli esami di nuoto o ancora, Feuer 1992, la ricostruzione di un fuoco in resina di poliestere e fibra di vetro, così verosimile da poterlo veder bruciare nello spazio della galleria.

La sfida per Honert, come spiega l’artista nel catalogo della mostra, era quella di congelare l’immaterialità e la costante mutevolezza delle fiamme attraverso la scultura, attuando un processo simile a quello del dipingere, così da vedere un fuoco come un dipinto tridimensionale. Immagini provenienti dalla memoria che si materializzano divenendo immortali e visibili a tutti. Un immaginario personale e una memoria condivisa, questa è la concessione fatta a noi dall’artista.

Lascia un Commento