Quando l’arte va in biblioteca: SENZA fotografie, poesia, interpretazioni

Dal 5 ottobre all’8 novembre 2013 nella Biblioteca romana intitolata ad Enzo Tortora si è tenuta “Senza”, una mostra fotografica di Alessandra Baldoni curata da Maddalena Rinaldi, inaugurata in concomitanza con la Nona Giornata del Contemporaneo AMACI – Associazione Musei Arte Contemporanea Italiani. Vi proponiamo un video realizzato in occasione del finissage della mostra.

Si è trattato di una mostra-evento che ha dato allo spettatore, fruitore della biblioteca, l’opportunità di trovarsi di fronte ad opere d’arte contemporanea estrapolate dal loro contesto abituale e di rileggere i versi della poetessa Antonella Anedda sotto una nuova luce. Durante la mostra, infatti, sono stati organizzati reading di poesia ed eventi letterari a cura di Emanuele Merlino, autore teatrale e sceneggiatore, che hanno visto la partecipazione dell’artista, ma anche di poeti, scrittori e attori, che hanno messo in scena un originale dialogo tra le arti.

Alessandra Baldoni (Perugia, 1976) mette in scena veri e propri set, costruendo e fotografando un mondo metafisico e incantato e cercando di raccontare i luoghi dell’anima, quelle geografie esistenziali in cui ognuno può riconoscersi, sul tema della memoria, del sogno, della favola e dell’amore. L’artista si ispira ad alcuni frammenti di poesie di Antonella Anedda tratti dal libro “Notti di pace
occidentale” e ce li propone trasformandoli in appunti fotografici creati con lo scopo di congelare un’emozione.
frame dal video della mostra "Senza" di Alessandra BaldoniTema cardine della mostra è l’assenza intesa come lacuna, mancanza, impossibilità, negazione. Le immagini che ci ritroviamo di fronte sedendoci ai tavoli da lettura sono cariche di significati, raccontano ciò che non c’è, con tutte le declinazioni possibili e in svariati contesti: ad esempio la crisi trasversale dei valori, la perdita di radici e tradizioni, e così via. Come grida silenziose, forme e colori ci assalgono, ci entrano nell’anima invadendoci di ricordi e interrogativi, diretti ed essenziali.

 

 

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