QUANDO CURARE LA SCIENZA DIVENTA UN’ARTE: IL MUSE.

di Maddalena Rinaldi e Domenico Cannata

Quando parliamo di curatela, a volte dimentichiamo il suo vero senso sotteso ed ovvero, curare, prendersi cura di. Purtroppo perché, troppo spesso, questo lavoro viene a mancare, sostituito erroneamente con il solo allestimento. Ma curare, si sa, è ideare, progettare, comunicare senso e significati.

Solo entrando in un museo di scienza o visitando una mostra legata a temi scientifici ci accorgiamo di quanto  questo “prendersi cura” è più che mai necessario per mettere in discorso e diffondere contenuti difficilmente digeribili.  Un esempio di eccellenza nella curatela del settore è di sicuro il MUSE, a Trento: un parco giochi delle scienze!

Il MUSE, inaugurato il 27 luglio del 2013, con i suoi 12.600 metri quadri di superficie è divenuto presto un centro di riferimento per la città di Trento e non solo. Un luogo di condivisione e diffusione della conoscenza, dove il curatore ha, senza dubbio, un ruolo fondamentale nel comunicare la scienza attraverso un linguaggio semplice ed accessibile a tutti. Paradiso dei bambini, inutile dirlo, il MUSE offre però approfondimenti e suggestioni anche per i grandi e per gli esperti. Dalla nascita della prima forma di vita, ai giorni nostri disegnando un percorso nella storia, nella biologia e nella geologia: dove espressione e contenuto dei temi trattati si corrispondono semisimbolicamente nell’allestimento.

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L’eccezionalità del concept curatoriale risiede nell’usare la scienza come fonte di veicolo per parlare di altro: la narrazione infatti è ricca di incursioni nella storia, nell’antropologia e nell’arte, dall’antica  alla contemporanea. Sculture d’arte classica trovano sede nell’esposizione permanente per spiegare la degradazione chimica e l’alterazione fisica del marmo dovuta, ad esempio, alle acque piovane acide o alla variazione di temperatura. Leonardo, Picasso, Andy Warhol e la Pop Art sono ospitati invece in una mostra temporanea a cura di Telecom Italia sull’evoluzione della comunicazione, nella natura come nell’arte.

L’edificio, firmato da Renzo Piano, propone infatti una perfetta integrazione tra lo spazio e la funzione espositiva. DSCN7325Dal basso verso l’alto il percorso dello spettatore si arricchisce sia per accumulazione di conoscenza, che per esperienze vissute. L’apparato di exhibit interattivi e multimediali offre senza dubbio un grande ausilio alla comprensione di leggi fisiche e principi della matematica. Ma la tecnologia, affrontata nei suoi aspetti più contemporanei con incursioni nell’ecosostenibilità e nelle ultime trovate, non è il solo strumento di trasmissione della conoscenza adottato.

A rendere il MUSE un luogo del sapere accessibile sono loro, i curatori che ne dettano le scelte contenutistiche ed espositive e che accompagnano il visitatore nello spazio con visite guidate, esperimenti e… qualche sorpresa. Aggirandosi nel museo non è raro infatti vedere platee di bambini assistere a giochi di prestigio messi in scena per illustrare reazioni e principi della chimica, oppure imbattersi in dinosauri viventi!

Prendersi cura è anche riuscire a rendere semplice contenuti complessi ed in questo i curatori del MUSE, non c’è che dire,  sono dei veri artisti.

 

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