Lo spazio Altro. Mostre ed eventi d’arte in luoghi non deputati

Lo spazio Altro.
Mostre ed eventi d’arte in luoghi non deputati

 

Chi ha detto che l’arte contemporanea è solo per gli addetti ai lavori? Gli esempi citati in video mostrano come essa, negli ultimi anni, abbia travalicato i confini dello spazio deputato per raggiungere pubblici eterogenei e sempre nuovi.

 

Che l’arte contemporanea sia uscita dallo spazio museale, non è certo una novità. Dai primi anni Settanta ad oggi sarebbe troppo lungo l’elenco di esempi da ricordare, valga per tutti Contemporanea, l’operazione che Achille Bonito Oliva condusse nel 1974 sotto Villa Borghese, trasformando l’enorme parcheggio progettato da Luigi Moretti in una singolare pinacoteca.

Sulla scia dell’esempio citato, negli ultimi anni, abbiamo visto uscire opere dalle sale delle gallerie e dei musei ed invadere le strade e le piazze delle nostre città.

casa con vista

Casa con Vista, Daniela Monaci presso casa Vitale

L’arte contemporanea sembra scegliere gli spazi più disparati per mostrarsi e spesso con l’intento di risemantizzarne forme e funzioni. La necessità che traspare dietro queste operazioni, sempre abilmente curate, è spesso legata ad un’esigenza di comunicazione e ad una ricerca di prossimità con lo spettatore. Una maniera per attrarre quel pubblico che al museo d’arte contemporanea non ci va e non sogna neppure di andarci, perché “quell’arte là proprio non la capisce”! Indigeribile, difficile, troppo ermetica, spesso è così che viene definita erroneamente una forma d’arte che invece, potrebbe e dovrebbe essere alla portata di tutti proprio perché parla della realtà di tutti. Ma, questo, con buona pace di molti curatori, non succede quasi mai e un po’, diciamolo, è anche colpa loro (nostra).

Tuttavia il curatore, quello bravo, non si arrende e cerca di rendere comprensibile anche i linguaggi più sofisticati delle ultime opere multimediali.

E così assistiamo sempre più spesso al proliferare di mostre in spazi non istituzionali. Ristoranti, pub ma anche studi d’architettura aprono le loro porte all’arte, come nel caso dello Spazio He5 di Pescara dove, in collaborazione con il Museo delle arti di Nocciano,  è in corso fino al 22 marzo la mostra Generation Gap che mette a confronto un maestro dell’arte contemporanea Angelo Colangelo,  con il giovanissimo Marco Flamminio.

L’arte, alla ricerca di un contatto sempre più intimo e privato con lo spettatore, entra addirittura nelle abitazioni. Sono molti gli esempi di eventi artistici organizzati nello spazio familiare del focolaio domestico che, per un giorno, decidono di aprirsi allo spettatore. Una suggestiva e singolare tensione tra pubblico e privato è quanto è stato messo in scena nell’evento del maggio 2012 a Roma, Casa con vista: 15 artisti per 15 case a Trastevere, a cura di Daniela Cotimbo. Interventi artistici in alcune case del quartiere, situate in punti strategici che, per due giorni, hanno aperto le porte al pubblico romano. Un’operazione sperimentale che riprendendo un evento annuale ormai consolidato in Germania, é tesa a sviluppare sinergie tra l’artista, la sua ricerca e l’intimità dell’arredamento domestico, ma anche la fruizione dell’opera in un contesto altro, da parte dello spettatore. Tra gli artisti Elena Arzuffi, Daniela Perego, Daniela Monaci, Giuseppe Salvadori, Peter Flaccus, Georgina Spengler, Francesco Impellizzeri, Mauro Vitturini.

concessionaria cecilia

ModulART@HOME, foto di Ottavio Perpetua

Ma le opere d’arte, oggi,  vanno anche a Teatro! Con la straordinaria direzione di Maria Emy Cannata, attrice professionista e regista, attiva da anni sulla scena romana oltre che siciliana,  Il Girotondo delle Muse,  ha portato nell’aprile del 2011 sul palcoscenico del teatro di Vittoria in provincia di Ragusa, un insolito connubio tra le arti visive e performative.  Ispirato alla celebre opera letteraria del semiologo russo Jurij Michajlovič Lotman, il Girotondo delle Muse, con la sua singolare drammaturgia, ha offerto l’occasione ad abiti e dipinti di entrare in scena da protagonisti. Per la prima volta insieme sul palco, poesia, moda e pittura si sono date la mano, in un’elegante danza di musica e parole coinvolgendo il pubblico nell’atmosfera onirica di un trascinante racconto mimico accompagnato da una sfilata di abiti d’alta moda, ideati e disegnati da Claudia Tanya Cannata e da una mostra di dipinti di Maria Giovanna Caglia.

Ennesimo esempio di come l’arte contemporanea sia alla ricerca di un pubblico diverso è quanto invece accaduto nell’ottobre del 2011 a Pescara, nella concessionaria Danelli Fiat. ModulART@HOME,  questo il titolo dell’evento teso a coinvolgere lo spettatore direttamente in casa propria, o nei luoghi della sua quotidianità. Sorprendente l’effetto che le Sculture iXi (itineranti – interattive) di Cecilia Falasca hanno suscitato nello spettatore/cliente della concessionaria che, recatosi sul posto per tutt’altri motivi,, è stato coinvolto ad interagire con le installazioni interattive della nota artista pescarese mentre Alba Kia, giovane pittrice che vive e lavora a Roma e special guest dell’evento, lo ritraeva.

Che l’arte contemporanea abbia bisogno di un nuovo spazio per potersi esprimere in tutte le sue potenzialità  è dunque assodato, certo non bastano questi pochi esempi per descrivere il quadro di una situazione in continua evoluzione anche mediante l’uso del web e di uno spazio virtuale potenzialmente infinito, ma di sicuro essi mostrano quali direzioni stia prendendo lo spazio dell’arte contemporanea continuamente teso alla ricerca di una sua ridefinizione e di quanto la partecipazione di un pubblio eterogeneo possa arricchirne le sue possibilità.

in copertina: Il Girotondo delle Muse, spettacolo di Maria Emy Cannata, foto di Daniela Polsino

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