Micromondi ingigantiti – Il Colosseo di Sabine Kacunko è “Invincible”

Si è concluso sabato a Roma Invincible, evento artistico di tre giorni ideato da Sabine Kacunko (1963, Kassel) come site specific per il Colosseo: una proiezione della durata di sei ore sulla facciata nord dell’Anfiteatro Flavio che ha incantato romani e turisti, trasmessa anche in diretta streaming sul sito ufficiale dell’artista. Il 19 settembre 2015 ho realizzato un breve filmato dell’affascinante opera.

L’artista tedesca ha realizzato questa video-installazione in collaborazione con l’Ambasciata di Germania a Roma e con il patrocinio dell’UNESCO, in questo 2015, Anno Internazionale della Luce e delle tecnologie basate sulla Luce. IYL2015 è un’iniziativa globale che mira ad accrescere la conoscenza e la consapevolezza di ciascuno di noi sul modo in cui le tecnologie basate sulla luce promuovano lo sviluppo sostenibile e forniscano soluzioni alle sfide globali, ad esempio nei campi dell’energia, dell’istruzione, delle comunicazioni, della salute e dell’agricoltura. L’UNESCO sottolinea il tema della Luce Cosmica, particolarmente importante per la comunità astronomica; attraverso le principali scoperte scientifiche e l’innovazione tecnologica, la Luce aiuta a vedere e a comprendere meglio l’universo.

Il tema chiave nella ricerca artistica di Sabine Kacunko è la relazione tra salute pubblica e patrimonio culturale, per questo ha scelto di realizzare un’opera legata all’icona del patrimonio culturale più nota a livello mondiale, il Colosseo.

Invincible è un’opera interdisciplinare, che in particolare propone un dialogo tra arte e scienza. Il titolo di questo progetto è un richiamo alla forza inestinguibile della vita, oltre che un tributo al famoso monumento. La storia dell’antica Roma, infatti, è legata in modo imprescindibile al concetto di eternità ed invincibilità. Il progetto è dunque una reinterpretazione in chiave moderna del “Sol Invictus” promosso dall’imperatore Costantino, da cui trae spunto.

Per quale motivo la proiezione è contenuta nell’area di un grande cerchio? L’artista ha dichiarato in una recente intervista le motivazioni che l’hanno portata ad optare per questa scelta formale. Il cerchio è la forma di una lente d’ingrandimento, o del visore di un microscopio e soprattutto, è circolare anche la Luna, simbolo di femminilità. La luce genera vita, la natura è madre. E la Luna riflette la luce. Lo spettatore, avvicinandosi da lontano percorrendo via dei Fori Imperiali, ha avuto l’impressione di avvicinarsi ad una grande Luna: ma una volta messa a fuoco, da vicino, ha potuto osservare che questa era in realtà un’immagine viva, in movimento, una scultura vivente fatta di luce: la proiezione era infatti l’ingrandimento di una biopellicola batterica prelevata direttamente dal monumento e posta sotto il microscopio.

Già dal 2001 Sabine trae ispirazione dai batteri, forma di vita primitiva e microscopica. Organismi piccolissimi, ma tutt’altro che fragili. Questa particolare forma d’arte, definita “bio art” o “arte batterica” indaga lo stretto rapporto tra la vita, nel senso primordiale del termine, e la cultura. I batteri sono gli organismi più antichi, più piccoli e strutturalmente più semplici dell’intera biosfera: diversi, abbondanti e variabili, essi sono vitali e fondamentali per tutte le altre forme di vita.

Nel corso del tempo, sulle superfici come quella del Colosseo si formano delle vere e proprie “pellicole” batteriche, dei rivestimenti vivi, che proteggono la superficie dal deterioramento: il metabolismo di alcuni particolari microrganismi produce dei “pigmenti” che creano inoltre una patina di colore variabile. Una piccola porzione di tale patina è stata prelevata dalle pareti del Colosseo e, con il favore del buio, questo microcosmo invisibile e segreto si è manifestato pubblicamente.

Una magica unione di storia, cultura e scienza, caratterizzano dunque questo progetto, nato con lo scopo principale di creare una piattaforma di discussione interdisciplinare, in una società contemporanea dove “fare rete” è la parola d’ordine.
"Invincible" di Sabine Kacunko © Chiara Ferrara

Il Colosseo è il punto di partenza di un più ampio progetto mondiale pensato da Sabine Kacunko, che illuminerà anche altri luoghi considerati patrimonio mondiale con le sue “patine”, per portare all’attenzione di un pubblico sempre più vasto le tematiche ambientali ed eco sostenibili.

Passato, presente e futuro si intrecciano in quest’opera multimediale, molto affascinante dal punto di vista estetico, ricca di spunti di riflessione e suggestioni per chi ha avuto occasione di vederla: metamorfosi della vita, batteri che si prospettano come possibile cura per i mali della società contemporanea attraverso l’evoluzione della scienza, ma soprattutto un messaggio universale d’armonia.

 

 

 

 

 

 

 

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