Immagini e Conversazioni da ArteFiera Bologna 2014

ARTEFIERA
Bologna  24 Gennaio | 27 Gennaio 2014

Andare all’ArteFiera di Bologna il primo giorno di apertura al pubblico vuol dire fare incontri imprevisti ed avere poi tutta la calma di elaborare impressioni ed immagini. Invitata da Giorgio Bonomi, presente con la sua storica rivista scientifico-culturale d’arte contemporanea “Titolo” da lui fondata nel 1990, ho avuto modo di vedere una grande affluenza e un “Pubblico bellissimo”, come ha affermato Anna Maria Gambuzzi, nuovo Presidente dell’Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.

Tenuto particolarmente d’occhio dagli organizzatori è stato sicuramente il settore dedicato all’Ottocento, che appena arrivata mi ha stupito per la qualità delle opere esposte: “Da grande museo” è stato il commento più ricorrente. Straordinari i Fattori, i Boldini, esposti dalla Società di Belle Arti di Viareggio. Sorprendenti, Il Tuffo, 1907, del verista Ettore Tito, esposto alla XIII Biennale di Venezia, della Butterfly Institute Fine Art di Lugano o i Manzù esposti dalla Copetti Antiquari di Udine.

Antonella Zazzera

Antonella Zazzera,
Galleria Eduardo Secci di Firenze

In quest’area della Fiera anche un’anteprima: la Galleria Russo ha presentato una selezione di opere di Gerardo Dottori che anticipa la grande monografica che si inaugurerà a febbraio nella sua sede espositiva romana. La Galleria, inoltre, che da poco gestisce l’Archivio e il Fondo Duilio Cambellotti ha esposto alcune opere in previsione di un catalogo generale dell’artista. E poi all’improvviso, nell’altro padiglione, da una parete affiora la grande testa di un elefante e da terra, lunghissimi colli di struzzo. L’artista francese Quentin Garel presenta i suoi animali in bronzo e legno, Galleria Forni Bologna, con ironia, cogliendo, tra le tante caratteristiche di una specie, quelle che ne contraddistingue l’individualità. Viste anche in altre importanti occasioni, mi colpiscono le sculture costituite da sedimentazioni di filo di rame dell’umbra Antonella Zazzera e le stratificazioni di carta della tedesca Angela Glajcar. Nello spazio della Galleria Eduardo Secci di Firenze, il legame visivo tra queste opere è fortissimo, forme primarie, naturali, in stretta relazione. Tutta nuova è invece l’apertura di ArteFiera alla fotografia e alla Cina. Immagine simbolo di quest’edizione è sicuramente Face-off I, stampa digitale e dipinto del duo Ruggero Rosfer & Shaokun della Galleria Giancarlo Pedrazzini di Milano. In copertina anche su QN, network del “Resto del Carlino”, Face-off I è una dirompente lettura del nuovo colosso dell’economia mondiale, la Cina, rappresentata dalla donna cinese che sulla sua condizione e del suo riconoscimento sociale, ha suscitato scalpori e accesi dibattiti internazionali. Monumentale è invece Eden, di Li Xinping, un olio su tela del 2010, lungo tre metri, esposto grazie ad una delle più importanti gallerie d’arte contemporanea cinese, l’Osage di Hong Kong. Il corpo umano al centro dei suoi lavori è usato come punto di partenza per esaminare gli elementi della filosofia occidentale insieme alla cultura cinese. Tra le Conversations in programma è stato quindi fondamentale per me seguire “Dalla Cina” con Hou Hanru il curatore cinese direttore del Maxxi di Roma, che sul palco inaugurale, aveva definito l’impegno della fiera e dei collezionisti: “Un atto d’amore per l’arte”.

Carla Pedini

Carla Bedini, Galleria Ca’ di Fra’ di Milano

Continuando la mia visita mi catturano le fanciulle di Carla Bedini che già avevo visto a Verona. Manuela Composti della Galleria Ca’ di Fra’ di Milano mi svela il loro mistero…Carla Bedini è un ingegnere elettronico, che da sempre dipinge e che tardi debutta nel mondo dell’arte ma il consenso da parte del pubblico e delle gallerie è inarrestabile, tanto da essere acquistata da diversi musei. La sua pittura è caratterizzata da tecnica mista su garza avvolta su legno trattato con stucco. Pigmenti naturali, toni cupi e dettagli curatissimi. Dietro le sue creature c’è tanta ricerca e molta storia dell’arte: i prati di Gentile da Fabriano, il simbolismo di Klimt e il realismo deformante di Bosh. Mi auguro di rivederla presto.

Allo stand della Galleria Studio Trisorio, mi accorgo di una nuova opera di Fabrizio Corneli, il light artist che lavora con le ombre. Laura Trisorio mi conferma essere un lavoro del 2013: un led punta su un quadrato di alluminio ricoperto da un polvere…il risultato è il poetico riflesso circolare della luce, un astro e mi ricordo della sua definizione di luce quando l’avevo intervistato: Il termine luce è così complesso che ricorda i Kanji giapponesi: piccoli segni che rimandano a una galassia di significati”.

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The wind and its acute sense of geometry,
Blue and Joy, Artra Gallery Milano

E poi gli incontri, come quello con il performer Homo Tech, che si aggira sempre in tutte le manifestazioni con I-pod Shuffle al collo, palmare e occhiali 3D che gli permettono di vedere un’ArteFiera virtuale. Nello spazio dell’Artra Gallery di Milano una ventata di aeroplanini di carta colorati mi investe, incontro l’artista milanese Fabio La Fauci del duo Blue and Joy e gli chiedo una video intervista. The wind and its acute sense of geometry è il titolo di quest’istallazione del 2013, spray su alluminio. La Fauci insieme al romano Daniele Sigalot sono i Blue and Joy dal 2005. I due artisti, da anni con base a Berlino, designer e creativi “hanno iniziato a sfogare  la loro fantasia fuori dal recinto della pubblicità” sono trasversali e usano diversi materiali come l’alluminio per creare la loro “carta” o i mosaici con materiali inconsueti quali bottoni, pillole di medicinali e monete. Ancora in corso fino al 23 febbraio 2014 è la spettacolare installazione nella Sala dei telamoni del Museo delle Scienze e delle Arti di Bologna: il pavimento della sala dedicata a Galvani e agli studi della fisica elettrica è stato ricoperto interamente con un milione di capsule farmaceutiche monodose.

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Francesca Cavallin

Ma il mondo di ArteFiera Bologna è fatto anche di incontri vip, come l’attrice Francesca Cavallin, famosa per la fiction “Un medico in famiglia” e recentemente ammirata nella serie su Adriano Olivetti, ho avuto modo di parlare con lei d’arte contemporanea. Nello stand della Galleria Claudio Poleschi di Lucca, Francesca come me, guardava incuriosita Bel vedere (2013), una delle sculture di Pino Deodato esposte. L’artista milanese, il “magico dipintore” di favole e di metafore mette in scena piccoli personaggi in terracotta seduti sui rami, a cui fa raccontare i propri sogni e malinconie. Le faccio alcune domande e scopro che si è laureata in Storia dell’Arte Contemporanea a Padova e che è stata la prima famosa attrice a credere nel progetto di Piazza delle Arti (www.piazzadellearti.it) il sito che mette in contatto artisti e mecenati. Da amante ed esperta d’arte, sceglierà una delle opere presenti sulla piattaforma e la ospiterà nella sua casa, dove inviterà amici e colleghi. Mi spiega come “grazie a Piazza delle arti, chiunque può diventare un mecenate. Non servono grandi capitali. Bastano la passione e un po’ di coraggio”. Ho capito che Francesca ama le sfide e nel salutarla la ringrazio, perché  in un momento come questo, la sua vita professionale, può aiutare l’arte e il bello a farsi largo nel nostro Paese.

Gianni Morandi

Gianni Morandi davanti al quadro “Depositi della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma” di Mauro Fiorese, Galleria Boxart di Verona

L’ultimo incontro è con un bolognese, che viene sempre ad ArteFiera, perché ci veniva sempre con uno dei suoi migliori amici e colleghi: Lucio Dalla. Vedo Gianni Morandi davanti alla Vergine degli scarafaggi (2011) di Emilio Isgrò, Galleria d’Arte BoxArt di Verona e non mi sembra vero di parlare con lui. Isgrò gli piace, il teorico della “cancellatura” è della sua generazione, ma trova interessanti anche le opere del veronese Mauro Fiorese, che entro cornici dorate, come fossero dei dipinti,  racchiude le fotografie dei depositi dei musei italiani. I depositi stessi assurgono dunque a opera d’arte, ritratti in immagini di grande formato. Gli chiedo di fare una foto e lui mi dice di decidere l’opera, ci si metterà accanto. Scelgo Depositi della Galleria nazionale d’arte moderna di Roma (2014), a ricordo dei due anni di lavoro che li ho svolto, ed ora anche, insieme a lui, un bellissimo souvenir di Bologna ArteFiera 2014.

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Emilio Isgrò,
Galleria Boxart di Verona, foto Gianni Zampaglione

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Face-off I,
Ruggero Rosfer & Shaokun, Galleria Giancarlo Pedrazzini di Milano

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Pino Deodato

 

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