Corporeità della luce di Carlo Bernardini

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Date/Time
Date(s) - 08/12/2013
17:00 - 20:00

Location
Torre degli Sciri

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La Torre degli Sciri, l’unica delle tante torri medioevali di Perugia rimasta intatta, dal mese di dicembre viene restituita alla città grazie alla realizzazione del progetto di recupero e riqualificazione del Comune di Perugia ad opera dell” A.T.E.R. É un grande evento per la città e per tale motivo l’Amministrazione ha sostenuto il progetto di realizzare l’istallazione luminosa proposta dall’Associazione Priori e Claudia Bottini dell’artista internazionale Carlo Bernardini.

A Perugia come a Torino, la luce si innesterà nel tessuto urbano, promuovendo un nuovo modo di vedere e vivere il nostro centro storico. Corporeità della luce avvicinerà il pubblico all’arte contemporanea restando nel ricordo di tutti i cittadini.
Materializzato dalla luce fisica della fibra ottica, l’installazione si basa sulla trasformazione dello spazio da contenitore dell’opera a forma aperta e “permeabile”.
La forma astratta visibile al buio, è tesa a trasformare la percezione del luogo, inglobando in un illusorio volume il vuoto dello spazio aereo tra i complessi architettonici.
Le forme di luce si bloccano in una fissità apparente, determinando sottili giochi di equilibrio ed una mobilità percettiva che permette di non vederle mai uguali a se stesse, da qualsiasi parte interna o esterna le si guardi.
Il buio diviene la base di questo disegno mentale in quanto davanti a esso si è obbligati all’immaginazione, a una sorta di vedere non vedere.
Le installazioni di Carlo Bernardini sono forme triangolari o romboidali tipiche di un espressionismo libero dello spazio con cui opera, disegnando in negativo linee di luce nell’ambiente buio così come su un foglio scuro. La luce per l’artista “costituisce fisicamente il principio del colore ed è proprio per mezzo di essa che la superficie può diventare spazio, così come lo spazio si può trasformare in superficie. Annullando l’illuminazione reale per trasformare le coordinate di un ambiente buio con un disegno di luce…non sarà la forma ad adattarsi al luogo, ma il luogo a trasformarsi a sua immagine”.

Berardini

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