CORPO PRESENTE mostra personale di Marta Bohorquez a cura di Rossella Iorio

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Date/Time
Date(s) - 09/03/2013
18:00 - 20:00

Location
INANGOLO - Strada Pultone 2 - Penne (PE)

Category(ies)


CORPO PRESENTE
a cura di Rossella IORIO
mostra personale di Marta BOHORQUEZ
fotografie di Romina ANTICO
performance: Marta Bohorquez, Rossella Iorio, Romina Antico

Vernissage: Sabato 9 Marzo 2013 ore 18.00

Dal 9 Marzo 2013 al 23 Marzo 2013
Orari: dalle 18.00 alle 20.00 Venerdì e Sabato
altri giorni su appuntamento
Ingresso: open admittance

 

Corpo presente a cura di Rossella Iorio
La percezione della nitidezza visuale di un’immagine raramente corrisponde alla comprensione immediata dell’insieme di complessità che ne hanno determinato la nascita. Alcune creazioni talvolta sembrano apparire più come frutto di un processo di sottrazione di materiale, che rivela l’essenza di immagine già contenuta nel supporto visivo, com’è proprio della scultura; o dal processo di corrosione dell’acido di un’acquaforte che marca, ferendo, anche lì per sottrazione, la matrice, delimitando con precisione solo lo spazio che è stato precedentemente liberato dall’oscurità. Dialettica quindi fra corpi inanimati e corpi che vedono la vita (attraverso la visione), fra azione del buio e della luce. Così immagino il procedere artistico di Marta Bohorquez, un processo dialettico che mai si compone, e che riesce a trovare un istante di precario equilibrio nel tratto metallico che incide con aggressività la carta e si chiarifica dunque nella specificità dell’azione. Il disegno è lo scheletro di una visione, di un progetto che si temporalizza e che non smette di ispirare e trarre ispirazione come un materiale fotosensibile impressionato dalla luce, che nel momento in cui si fissa acquista la sua essenza di immagine e quindi di tempo passato in movimento verso il futuro, che esclude il presente. La multimedialità dell’installazione di Corpo presente ha la precisa intenzione di cogliere/accogliere e fissare, per moltiplicare e dimostrare la potenza del movimento, che sia esso prettamente tecnico-artistico, performato, sonoro, del ricordo, del sogno o del simbolo, tensione fra passato e presente, energia del corpo capace di tracciare il percorso inverso fino alla struttura essenziale del momento/movimento primordiale. L’apparizione delle gitane, figure forti e solide, esprime l’affermazione di un mito dell’originario personale e collettivo che continua ad essere attivo nella contemporaneità. Le gitane dai tratti del viso così diversi tra loro ci parlano con un lessico visivo ibrido. La natura ne è il polo di attrazione. Ma si tratta di una natura tanto evidente quanto simbolica. L’albero è una personificazione dell’artista, dialogante ma stilisticamente incoerente, per farne un’affermazione soggettiva, rispetto al resto della composizione. L’albero come condensazione temporale di istantanee provenienti da mondi temporali diversi, in cui la cattura del momento presente attraverso la visione appartiene già, per sua stessa struttura, a passati diversi. La donna toro, figura del piacere masochista dell’essere posseduti da un potere indifferente, enfatizza la sua stratificazione di immagine significante, in cui una lettura del potere aderente a dinamiche biopolitiche assolutamente attuali, si riversa nella rappresentazione di un ibrido dal sapore tradizionale. La corrida vista come lotta fra uomo e natura, viene completamente cambiata nei suoi segni essenziali: i tradizionali protagonisti uomini diventano qui donne, alla lotta si sostituisce una volontà di possedimento, alla crudezza della natura ferina un ibrido mascherato.

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