CARNEM LEVARE

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Date/Time
Date(s) - 21/02/2014 - 19/04/2014
00:00

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Ristorante Nanà

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Ristorante Nànà

presenta

CARNEM LEVARE

opere di Luigi Frappi

a cura di Claudia Bottini

Venerdì 21 febbraio 2014 ore 19:00

Ristorante NanàCorso Cavour 202, Perugia

Da venerdì 21 febbraio 2014 ore 19:00, fino al 19 aprile 2014, il Ristorante Nànà di Perugia, ospiterà le mostra “Carnem Levare” per presentare le “carni”, le nuove Nature morte di Luigi Frappi, uno dei più importanti pittori di paesaggi viventi, a cura della storica e critica d’arte Claudia Bottini. L’evento è patrocinato dal Comune di Perugia e dalla Fondazione PerugiaAssisi 2019.

Per questa mostra, Frappi prepara un vero e proprio banchetto di carnevale; prima del periodo di astinenza e digiuno della Quaresima prende occasione per far valere proprio la “carne” e soddisfare ogni desiderio. Dalla sua pittura densa di colore rosso acceso, compaiono le carni, vibranti, ironiche che nascono dalla sua interiorità e attingono dalle grandi opere del passato. Celebre l’opera di Rembrandt Van Rijn Bue macellato del 1655, dove l’animale appeso è protagonista, una forma che assume un’anima universale e la carne diventa arte. Il maestro umbro guarda alla forza della stesura del colore di Rembrandt, tanto da offrirci l’impressione di poter toccare nel profondo le nervature, il grasso ed ogni particolare.

Dalla fine degli anni Novanta, ai sui Paesaggi ottocenteschi, con alti cipressi “culturali, intellettuali…alla Böcklin”, come li ha defniti Bruno Toscano, accosta la natura morta. In entrambi i temi, l’uomo è sempre assente, affermando una straordinaria unità di visione, è il suo carattere visionario che si trova nei due generi con la stessa intensità. Alle famose fette d’anguria ha poi aggiunto, vasi di olive, sottolio, limoni, bicchieri con peperoncini, melograni…

La carne per Luigi Frappi è il simbolo della vita, per gli artisti del Novecento è stata interpretata invece come spettro della morte, immagine del sacrificio: come le opere di Chaïm Soutine o Francis Bacon. Scrive Bacon: “amo questo confronto con la carne, questa autentica escoriazione della vita allo stato bruto”. Tra gli artisti preferiti da Luigi Frappi c’è anche Lucien Freud, definito dalla critica “il pittore della carne” che ha esplorato attraverso la pittura la presenza fisica delle persone, attraverso i loro corpi, la loro sensualità. I suoi nudi sono pezzi di carne, crudi, realistici.

Frappi guarda a questi modelli, ma in modo completamente nuovo: spezza la carne e utilizza la materia cromatica per mostrarci la sua consistenza. Il tavolo da macellaio con il coltello è illuminato da una luce teatrale che scava nelle viscere, esaltando i dettagli e incidendovi ombre. In queste opere c’è una presenza talmente forte della pittura come dato materico, fisico, da renderle come scrive Claudio Strinati “alte e solenni…fuori da un tempo storico preciso, foriere di meditati silenzi”. In questo carnevale, la carne di Frappi rappresenta il corpo, la “maschera” provvisoria che ogni essere vivente indossa nel periodo di festa, poiché “la sorte degli uomini e la sorte degli animali è la stessa sorte. Come muoiono questi, così muoiono quelli. Tutti hanno un soffio vitale e in nulla l’uomo è superiore all’animale perché tutto è vanità” (Ecclesiaste).

 

1956899_10203429016351913_1885580934_oBiografia di Luigi Frappi

Luigi Frappi nasce a Foligno il 4 agosto 1938. Diplomatosi all’Istituto d’Arte Bernardino Di Betto di Perugia e divenutone insegnante di Decorazione Pittorica e Mosaico, intraprende ben presto il percorso artistico, quasi a continuare il lavoro interrotto dal padre, Carlo, ottimo pittore vissuto tra il 1912 e il 1946. I paesaggi di Luigi Frappi sono “un Topos. L’archetipo del rapporto tra Uomo e Natura[…]Essi non dipingono realtà ma offrono parvenze. Essi non narrano. Come Platone fanno copie di copie.” (Italo Tomassoni, 1988). Anche in tempi più recenti si è parlato di lui come di “un pittore di sfondi per storie che non ci sono più” (Vittorio Sgarbi, 2006). Nel 1994 ha dipinto il sipario del Teatro Comunale di Bevagna intitolato a Francesco Torti e, nel 2008, ha realizzato il sipario del Teatro San Filippo Neri di Montefalco. Ha svolto e svolge un’intensa attività espositiva e artistica, sia in Italia che all’estero, ricevendo premi e riconoscimenti. Negli anni ha confermato, con straordinaria coerenza professionale e umana, di rappresentare “la figura dell’artista sopravvissuto indenne alla catastrofe del gusto romantico” (Claudio Strinati, 2006). Nel giugno 2011 Luigi Frappi viene selezionato tra i 120 artisti scelti per rappresentare l’Italia artistica alla 54 Biennale di Venezia all’Arsenale delle Corderie nel padiglione Italia. Vive e lavora a Bevagna (Perugia), in Via del Cirone.

Ispirandosi alle carni esposte di Luigi Frappi, il Ristorante Nanà ha studiato uno speciale Menù per la sola serata del 21 febbraio, che i clienti potranno gustare su prenotazione dopo il vernissage della mostra.

Durante la serata il tema della carne e il cibo nell’arte, verrà interpretato dalla voce recitante di Simona Esposito.

Il vernissage sarà accompagnata dal pianoforte del Maestro Alessandro Costantini.

ENTRATA LIBERA

Brochure gratuita disponibile durante il vernissage.

Aperto tutti i giorni, giorno di chiusura la domenica.

Per info:

Ristorante Nànà

Corso Cavour 202, Perugia

075 5733571 – info@ristorantenana.it

www.ristorantenana.it

fb Nànà Ristorante

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