DONNE DI IERI, DI OGGI, DI SEMPRE: DEAE ET MEDEAE AL FRINGE FESTIVAL DI ROMA

 

Deae et Medeae

07/07 ore 22,00 – 08/07 ore 20,30 – 10/07 ore 23,30

Villa Mercede – Palco B  Via Tiburtina, 113

Roma (San Lorenzo)

Al Roma Fringe Festival 2013 è di scena Deae et Medeae spettacolo di Isabella Courier (autrice), Isabella Duchanne (regia), Giusy Antoci (Make up Artist), con Emy Cannata e Clelia (performer)  sul Palco B di Villa Mercede domenica 7 luglio alle ore 22.00, lunedì 8 alle 20,30 e mercoledì 10 alle 23.30.

 

 

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Sono Dee, sensibili, amorevoli e accondiscendenti che hanno riposto nell’amore la loro speranza più grande, quelle stesse dee che proprio nell’amore hanno trovato la sofferenza più amara e crudele. Ma sono anche Medee, ciniche, ribelli e soprattutto vendicative: amano con passione sconsiderata e poi, ferite, odiano. Quasi come se in ogni donna si celasse insitamente un aspetto della dea o alternativamente della medea, senza escludere anche la possibilità di una contemporanea coesistenza di entrambe: la dea che, stanca di soffrire, riscopre il suo saper essere, all’occasione, anche medea. Sono donne leggendarie, donne di ieri ma anche e soprattutto donne di oggi quelle interpretate dalla bravissima Emy Cannata sul palco B del Fringe in questi giorni a Villa Mercede a Roma.

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Quattro monologhi giocati tutti d’un fiato in cui le passioni della donna innamorata e poi delusa dalle ferite di una vita non vissuta esattamente come sognato, gridano vendetta. Speranze disilluse, aspettative negate, occasioni perdute, sogni infranti. Quattro sguardi differenti su uno stesso universo, quello femminile, di cui le molteplici e sottili sfumature lasciano spazio ad innumerevoli riflessioni su vissuti altrettanto distanti quanto simili. E così nel primo monologo, “Eros e Thanatos” la voce si presta al delirio di una Dea che,  forse più che una Medea, ha fatto dell’amore la chiave di lettura della vita… e l’amore ha distrutto la sua.  Ma è nel secondo, “La rabbia sensuale”, che appare la vera Medea le cui parole sembrano dire “Tu mi fai fatto male, tu pagherai!”

In un crescendo incalzante cinico, ironico ed anche a tratti irriverente le dee e le medee di Emy Cannata coinvolgono empaticamente la donna che non può non riconoscersi almeno in una delle quattro figure; colpiscono ed inquietano fino al disprezzo l’uomo, che a tratti deriso, a tratti colpito nell’intimo della sua virilità, non può non cogliere l’occasione per evitare di commettere gli stessi errori e guardarsi, per una volta, dall’esterno.

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E’ nel terzo monologo infatti, che esplode la rabbia di un sentimento ferito, una Medea vendicativa  e crudele nascosta sotto mentite spoglie … (forse). Ma l’iperbole narrativa trova il suo naturale compimento in una riflessione matura e saggia con “L’amara nostalgia”. Lo spettacolo volge al termine salutando lo spettatore con le parole di una Dea che, soppesando la sua vita, riscopre la sua Medea da sempre soffocata.

Un vademecum sia per l’uomo che per la donna, dice così Emy Cannata parlando del suo spettacolo. Uno spettacolo da quale non si esce completamente indifferenti poichè le sue parole commuovono compassionevolmente, fanno arrossire e feriscono come lame taglienti, contemporaneamente. Parole di vita vera, di vita vissuta giorno dopo giorno.

Uno spettacolo che non va solo visto, ma va vissuto col cuore in mano. Perchè è alla mente che parla, ma è al cuore che arriva.

 

 

Emy Cannata

Maria Emy Cannata (Vittoria, RG) è attrice professionista, regista e autrice teatrale, vive e lavora a Roma dal 1995.

Laureata prima in Lettere Moderne indirizzo Spettacolo, poi in Lingue e Culture del Mondo Moderno presso La Sapienza di Roma e diplomata presso l’Accademia Internazionale di Teatro “ Permis de Conduire” di Roma, dal 2002, porta avanti le sue performances d’attrice, sperimentando sotto varia natura, le moltitudini caratteriali. Nel suo lavoro sul corpo mette a frutto gli insegnamenti della danza classica e della danza jazz, intersecando quest’ultime con le linee di ricerca del dinamismo delsartiano: spazio e gesto entrando in una fitta connessione, accompagnano, cullano e proteggono il corpo dell’attore  che gestisce i suoi personaggi in un ritmico incedere creativo.

Tra le opere teatrali che la vedono protagonista:
Hanry  ti presento Sally, Anna dei miracoli, Provaci ancora Sam, Psicosi delle 4.48, Elettra, Il Ritorno di Ulisse,  Le Troiane, Agamennone,  La Cantatrice calva, Siddharta, Le vol d’Icare, Medea.

Nel 2009 realizza un corto cinematografico dal titolo “Les yeux du chat” dove, l’assoluto silenzio interpretativo degli attori, restituisce, grazie alla grammatica cinematografica, una chiarezza disarmante sull’inesistente sicurezza del quotidiano. Contemporaneamente si dedica alla scrittura, realizzando monologhi, commedie, atti unici, una sceneggiatura cinematografica e molteplici racconti per bambini.

 

 

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