COSTUMI E CINEMA

IL SACRO E IL PROFANO                                                          DALLA GRAZIA ALLA BELLEZZA INQUIETA
Costumi di scena dei film di Pier Paolo Pasolini                         Casa d’Arte Cerratelli e Gelsi Costumi d’Arte
A cura di Alessia Vergari                                                              A cura di Paola Bortolotti,
con la collaborazione della Sartoria Farani                                  Andrea Grisanti e Alessia Vergari
2 Giugno – 14 Luglio 2013                                                         27 Luglio – 31 Agosto 2013
Museo Civico di San Francesco                                                  Museo Civico di San Francesco
Montefalco (PG)                                                                         Montefalco (PG)

 

Si chiude il 31 Agosto presso il Museo Civico San Francesco di Montefalco la kermesse di spettacoli e mostre, organizzate dall’Associazione MontefalcoinArte, che da Giugno a Agosto hanno animato le sale e il giardino del museo.

SACRO

IL SACRO E IL PROFANO, storie di costume e di cinema

Che cos’è il Sacro? Che cos’è il Profano? Ma soprattutto, come queste due dimensioni interagiscono tra unità e contrapposizione?
Non esiste uno scrittore, poeta o artista che abbia saputo sintetizzare, nelle sue opere e nella sua vita, la storica dicotomia sacro-profano meglio di Pier Paolo Pasolini. Nella sua rappresentazione dell’èpos degli umili e degli emarginati la dimensione del sacro si intreccia in maniera indissolubile a quella del profano, quasi ad eliminare alla radice ogni distinzione tra queste due categorie, Pasolini le manipola e tesse in un ritorno alla dimensione arcaica della vita e al mito del buon selvaggio.
Nei film di Pasolini il costume e la nudità sono utilizzati volontariamente come un sistema di segni capace di raccontare la vita di chi li indossa come la narrazione delle movenze sceniche.

Pasolini trova nel costumista Danilo Donati e la sartoria farani collaboratori ideali per la sua ricerca espressiva fatta di incursioni nel mondo dell’arte. Perchè se è vero che in quel periodo andava a consolidarsi il modello neorealista, è anche assodato che registi come Visconti e Pasolini attinsero a piene mani dalle suggestioni della tradizione artistica italiana. Partire da una documentazione filologica rigorosa, per Donati e Pasolini, era solo il punto di inizio per una continua ricerca che mirava più al mito che alla realtà storica: il risultato della collaborazione fu, e lo è tuttora, un prodotto fortemente innovativo in particolare per quanto riguarda l’uso dei materiali.

Ospitata nelle 3 gallerie degli spazi temporanei del Museo civico, immagini e costumi della Sartoria Farani renderanno omaggio ad alcuni dei più significativi film di Pasolini, come la “Trilogia della vita”, “Il Vangelo Secondo Matteo” e “Edipo re” con i costumi realizzati dal premio oscar Danilo Donati sorprenderanno il pubblico con la loro ricercata e arcaica bellezza.
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GRAZIA
DALLA GRAZIA ALLA BELLEZZA INQUIETA

La bellezza è innanzitutto una lenta conquista, un susseguirsi di territori e di oggetti corporei gradualmente valorizzati. I canoni cambiano, spingendosi ben oltre i semplici effetti della moda, essa condivide le grandi dinamiche sociali e rotture culturali, i conflitti tra sessi e generazioni. La moda è l’imitazione di un modello dato, appaga il “bisogno sociale” costante di stili che la rendono poi attuale. il costume, invece, la reinventa per narrare. non è solo un “indumento coprente”, si trasforma nella rappresentazione di una realtà che vive un tempo effimero: non solo ornamento ma mezzo di comunicazione.
Un attore che entra in scena, prima ancora di parlare è gia personaggio: il suo ruolo è dichiarato dall’abito, dall’acconciatura e dagli accessori che lo collocano nell’immaginario collettivo per interpretare un preciso “ruolo”.

Nella splendita cornice del Museo Civico di San Francesco della città di Montefalco, cardinali, dame e cavalieri si affollano e si nascondono tra le cantine dei frati e gli affreschi del Benozzo Gozzoli. Le sartorie “Casa d’arte Cerratelli” e “Gelsi costumi d’arte”, legate entrambe ad una storica attenzione al dettaglio e all’artigianato, ci accompegneranno in questo percorso fatto di conquiste e ideali di bellezza passati, che nella vita contemporanea tendono a riaffiorare e ispirare ancora stilisti e moda.
Con la collaborazione dell’hair stilist Samuele Miccoli e il fotografo di scena Francesco Berardinelli la mostra ricostruirà, con immagini e riproduzioni di parrucche d’epoca, le mode e gli stili di epoche che furono e che tanto ci sorpredono tuttoggi per originalità e accuratezza.

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