CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea

CIAC, Centro Italiano Arte Contemporanea

via del Campanile 13, Foligno
Ex Chiesa dell’Annunziata, secondo polo museale
via garibaldi 153, Foligno

Inaugurato nel 2009, il CIAC (Centro Italiano Arte Contemporanea) di Foligno entra a far parte a pieno titolo del panorama culturale ed artistico non solo umbro ma nazionale, grazie ai significativi eventi ed interventi nel campo dell’arte conteporanea.
Da un’idea di Alviani e l’arch. Zamatti, poi realizzato dall’arch. Partenzi, il CIAC è stato costruito sulle rovine di una centrale del latte poi convertita in ufficio postale, ponendosi come punto di arrivo di una ricerca e attenzione per l’arte contemporanea già iniziata negli anni 70.

 

Interno CIAC

Interno CIAC

L’edificio fa parte di quella “tendenza al cubo” che ormai da tempo sembra contraddistiguere  le nuove costruzioni di Foligno.
La cosiddetta “città dei cubi”, dopo la biblioteca comunale e la chiesa di Fuksas, ci stupisce dimostrandoci che questa forma geometrica può essere utilizzata in tutta la sua purezza senza segnare come una cicatrice il tessuto storico di una città, ma attraverso la scelta dei materiali, in questo caso il corten, trovare il giusto compromesso tra riqualificazione e contemporaneità.

Il colore della ruggine, più nello specifico la ruggine stessa, sembra capire il naturale sviluppo del contesto urbano e attraverso l’inesorabile scorrere del tempo rende la struttura un tutt’uno con gli edifici circostanti e si uniforma ai cambiamenti cromatici della città.
Una doppia pelle, una doppia identità, caratterizza il Centro, che sotto una patina rossastra si svela in tutta la sua pura essenzialità: il tanto dibattuto “White cube” qui trova la sua dimensione ideale sia di proporzioni che di funzioni, visitare una mostra all’interno del CIAC vuol dire visitare uno spazio dove l’arte esposta si manifesta al visitatore in tutta la sua interezza decontestualizzata, anche grazie alla luce zenitale del lucernario.

All’asetticità cromatica del CIAC si contrappone la forte connotazione storica del secondo polo museale: La chiesa della Santissima Trinità in Annunziata. Prendendo in esame i due spazi espositivi è interessante notare come, anche se parti dello stesso circuito museale CIAC (come testimoniano il richiamo dei materiali), il modo di contestualizzare un’opera d’arte è completamente diverso: l’uno, estremamente asettico, pone l’opera d’arte sola con se stessa; l’altro cerca il dialogo con il contesto e si fa esso stesso portatore di significato.
Dopo lunghi lavori di ristrutturazione la chiesa è stata restituita alla città sotto una nuova veste, quella espositiva e congressuale. Dopo l’acquisto nel 2003 dell’opera “calamita cosmica” di Gino De Dominicis, l’ex chiesa diventa la sede ideale di quello scheletro, che dopo essere stato esposto in molte città d’europa, vede nella sua definitiva collocazione la risposta a quel bisogno di contemplazione e silenzio, quasi sacrale, necessario per la giusta fruizione dell’opera.

Esterno ex Chiesa dell'Annuziata

Esterno ex Chiesa dell’Annunziata

Interno ex Chiesa dell'Annunziata

Interno ex Chiesa dell’Annunziata

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