Carpe Artem: quando la cura è cultura

Dall’8 al 22 giugno nella Galleria San Valentino (presso il Centro Don Vecchi Ter gestito dalla Fondazione Carpinetum) di Marghera si è svolta l’esposizione “Carpe Artem. Cogli l’arte in tutte le sue forme”. Più che una mostra d’arte in senso tradizionale, un vero e proprio saggio conclusivo a seguito di una lunga ricerca attuata con sapienza dalla storica dell’arte Giulia Jurinich, insieme a 24 promettenti allievi (giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni) del Liceo Classico “Raimondo Franchetti” di Mestre.

Capire che non ci può essere innovazione senza uno sguardo alla tradizione: questa potrebbe essere, come primo livello di lettura, un’interpretazione del progetto, a partire dal titolo ”Carpe Artem”: in un momento nel quale la cultura umanistica viene vista come becera e derelitta, giocare con la semantica di termini latini e in particolare riappropriarsi di un autore come Orazio, usare una lingua considerata morta per risollevare un’arte che si dice stia morendo, una lingua passata per rivitalizzare una società che non prova fiducia nei giovani, è una sfida pacifica e silenziosa ma proprio per questo rivoluzionario segnale di cambiamento.

I ragazzi hanno colto con piacere l’opportunità di partecipare, nell’arco dell’anno scolastico, ad un vero e proprio viaggio che li ha portati a confrontarsi alla pari con diversi artisti contemporanei già operanti nel settore. Si sono incontrati più volte e appassionati all’arte con energia, dando vita ad un gruppo affiatato e foriero di idee e creatività.
 
Giulia Jurinich, dopo aver ideato e studiato attentamente il progetto, ha deciso di mettersi alla prova sottoponendolo con successo al giudizio del pubblico del Contest Internazionale di Idee Unemployee of the year 2012, finanziato da Unhate Foundation di Alessandro Benetton. Giulia, veneziana, classe 1985, laureata e specializzata con il massimo dei voti in Studi Storico Artistici all’Università La Sapienza di Roma, oltre ad occuparsi della curatela di mostre, collabora con diverse riviste d’arte. E’ autrice di interessanti libri come “Takashi Murakami. La rivincita di un nerd” (dicembre 2009, presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino), primo saggio monografico in lingua italiana sul celebre artista giapponese, ed il più recente “Alice nel paese del Pop Surrealism”. Un’estratto del suo saggio inedito “Dada, Surrealismo ed Esoterismo” è stato selezionato per la sezione letteratura dello Spoleto Art Festival 2011. Tra i suoi obiettivi spicca quello di porre l’attenzione anche sulle nuove ed emergenti voci dell’arte contemporanea. Se la sua penna è sapiente e scorrevole, la sua mano e la sua mente da curatrice sono trasparenti, manifestano richiami velati al suo bagaglio concettuale in continua evoluzione, privo di pregiudizi e carico di stimoli fornendo molteplici chiavi di lettura ai visitatori delle sue esposizioni. Esemplare è uno stereo seminascosto nella Galleria che suona ininterrottamente accompagnando il visitatore nel suo percorso, quasi a suggerire che la musica deve continuare, “The show must go on”.
La mostra “Carpe Artem” ha inaugurato l’8 giugno con una forte presenza di pubblico, una vera folla è accorsa alla Galleria ed è rimasta soddisfatta della qualità opere e dell’evento nella sua complessità e rilevanza culturale.
Alba Kia, Renato Conte, Massimo Mion, Cristiano Pizzo, Michele Pollana, Elisabetta Tugnolo, artsti diversi per età, formazione e tecnica artistica hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa, decidendo di affidare loro stessi e la loro arte ai ventiquattro studenti del Liceo Classico Raimondo Franchetti di Mestre (in ordine alfabetico): Mariachiara Baraldi, Bianca Beltrame, Anna Bernante, Lorenzo Bigo, Elena Bobbo, Diletta Dan, Alessandra Giuliano, Laura Jurinich, Ilaria Marcon, Isotta Martini, Riccardo Memo, Sabina Morando, Angela Panese, Francesco Perruccio, Veronica Pesce, Isabella Primicerio, Giampaolo Rizzo, Noemi Ruberti, Davina Scalise, Laura Teruzzi, Valentina Torturo, Valentina Turiano, Riccardo Valle, Irene Zuin.
CARPE ARTEM. Foto di gruppo
Fotografie, rielaborazioni digitali, pannelli di plexiglass o di legno dipinti con la tecnica dello stencil, o con l’acrilico, tatuaggi policromi, disegni a matita, a pastelli, a china, installazioni luminose e interattive, lavori ad olio o ad acrilico. I saggi critici dei ragazzi sono brillanti e accurati. Le opere degli artisti e quelle dei ragazzi si mischiano, si rincorrono, dialogano tra loro, con un comune denominatore: un’energia in continuo rinnovamento espressa con linguaggi differenti ma con richiami e rimandi alla filosofia, alla letteratura e alla storia, piacevoli sintesi di tanti piccoli mondi di una stessa galassia concettuale. E’ l’espressione del piacere di comunicare, scambiare e mettere al servizio di una comunità le proprie esperienze, sperando in un domani migliore.

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